Anno VII - n░ 5 - Domenica 2 Febbraio 2003


Foglio settimanale di riflessione, comunicazione ed informazione
della Parrocchia SS. Gervaso e Protaso - Novate Milanese

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Presentazione di Gesù al tempio

Il bambino Gesù
(Luca 2,22-40)

La Presentazione di Gesù al tempio, Parola fatta carne, Gloria di Dio e suo stesso volto, segna la soglia del passaggio dall'economia dell'attesa a quella del compimento.

Luca in particolare porta l'attenzione sul "nome" (VV. 21.27). Nessuno ha mai visto Dio. Nessuno l'ha mai conosciuto né tanto meno nominato.

E' il nome innominabile, origine di ogni nome! Dire il nome di Dio è ritrovare il Nome che sostanzia ogni altro nome. È trovare quel "tu" che fa esistere ogni "io". Il desiderio di tutte le religioni è dare un volto e un nome a Dio.

Ora possiamo nominare Dio, perché lui si è fatto concepire e si è donato a noi. Quello che è il più grande desiderio dell'uomo, trova soddisfazione. Che sorpresa dare il nome a colui che nomina tutto! Chiamare per nome una persona significa che essa esiste per me ed io per lei: è l'esistere uno per l'altro, entrare in comunione. Ora, mediante questo nome, si stabilisce il rapporto definitivo tra Dio e l'uomo: l'uomo esiste per Dio perché Dio esiste per l'uomo. Inizia il dialogo e l'esistenza nuova.

Il nome di Dio per l'uomo non può essere che "Gesù", cioè "Dio salva", sia perché nominare Dio è la salvezza dell'uomo, sia perché l'uomo è perduto e può conoscere Dio solo come colui che lo salva.

Quel Dio che ci faceva paura, perché santissimo, può essere nominato in ogni luogo di perdizione e di disperazione, perché è Salvatore.

Dio è per noi perduti e lontani da lui, perché si chiama Gesù, Dio-con-noi. Luca lascia intravedere la dolcezza del poter chiamare Dio per nome, la soavità, la potenza e la luminosità di questo nome, Gesù.

 


2 febbraio 2003
XXV GIORNATA PER LA VITA

Della vita anche al mercato

Eccola la XXV giornata per la Vita che come Movimento ci apprestiamo ad animare in quasi tutte le parrocchie di Italia. La Giornata
per la vita, difatti, è indetta dalle Cei ed il Movimento per la Vita Italiano vi aderisce portando il suo importante e particolare contributo non solo organizzativo ma anche culturale.

"Della vita non si fa mercato" è il bellissimo titolo scelto dai vescovi per questo 2003 e l'attenzione vieni richiamata sulle varie forme di considerazione della vita umana come merce: "dalla soppressione della vita nascente con l'aborto al commercio di organi dei minori, ai bambini soldato, alle prostitute schiave, ai ragazzi ed alle ragazze sottoposti ad abusi sessuali, alla speculazione sul lavoro minorile, ai lavoratori sottopagati e sfruttati…."

Dei messaggi dei Vescovi ho sempre apprezzato l'attualità.

Leggendo e rileggendo questo elenco di moderne schiavitù chi di noi non ha ricondotto alla mente immagini vicine delle nostre città? Chi di noi non ha rivisitato luoghi od articoli di cronaca che giustappunto parlavano di questa e quell'altra schiavitù?

Della vita non si fa mercato: bellissimo titolo! Grazie Vescovi Italiani.

Ma un riferimento ulteriore mi sovviene dall'ultima settimana di formazione giovani svoltasi a Dobbiaco quando il prof. Aldo Mazzoni, con riferimento alla fecondazione artificiale, ha parlato del "senso del possesso" delle madri che pagano per produrre figli.

Già una madre nutre verso i figli un sano (non sempre) senso del possesso prima di rendersi conto che questi sono "frecce da lanciare", come diceva Gibran in quel memorabile pensiero sulla famiglia ed i figli.

Ancor di più questo "senso del possesso" si accentua, diventando malattia, quando una madre, ed un padre, sanno che per aver quel figlio hanno anche pagato, e pagato caro.

"Tu non puoi fare quello che vuoi perché io ho pagato per averti! Tu non puoi scegliere di giocare a calcio ma devi andare a danza classica perché io ho pagato per farti nascere quindi ora o fai quello che dico io o mi restituisci almeno i soldi! Con tutto quello che ho speso e sofferto per averti è questa la riconoscenza"

Inorridisco nello scrivere e nel pensare a questi scenari possibili del prossimo futuro, ed anche attuale presente.

Della vita non si fa mercato vuol dire anche questo ed i Vescovi Italiani lo richiamano perfettamente nel loro messaggio.

Della vita non si fa mercato vuol dire che non si può "pensare al figlio come un oggetto che sarà posseduto da chi lo avrà "prodotto", una merce alla stregua di altre merci."

Ecco il forte ed attualissimo richiamo che guarda alle nuove frontiere della Bioetica ed ecco dove deve volgere, primariamente, il nostro impegno in difesa di ogni essere umano dal concepimento ricordandoci sempre che, facendo questo, difendiamo ognuno di noi: il nostro passato, il nostro presente e soprattutto il nostro futuro.

Ed in questo mercato dobbiamo mettere il nostro banchetto informativo, e formativo, permanente e stare lì in mezzo a diffondere il vangelo della Vita.

Giorgio Gibertini
Resp. Nazionale giovani
Movimento per la Vita Italiano

 


2 febbraio 2003
XXV GIORNATA PER LA VITA

"Della Vita non si fa mercato"

È necessario in apertura di questa riflessione, chiarire subito che la Giornata per la Vita non può essere un momento soltanto celebrativo, una parentesi subito chiusa tanto per tranquillizzare le coscienze. "Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della Vita" - scrive il Papa - "e nella mobilitazione per una nuova cultura della Vita nessuno si deve sentire escluso".
Una Giornata dunque dedicata a lui, al più povero tra i poveri, al più bambino dei bambini. Perché quando ad uno che non ha assolutamente niente se non la vita, gli vuoi togliere anche questa: chi è più povero di lui? E oggi è giusto parlare in particolare di lui, il più piccolo e il più bambino.

Non a caso il messaggio di questa Giornata grida che l'uomo non è una merce: e lo sguardo in questo caso è rivolto particolarmente alla provetta dove l'uomo può essere selezionato, congelato, buttato via senza che neppure abbia la difesa del corpo di una madre.

Infatti potremmo anche collegare la Giornata per la Vita alla giornata delle madri, custodi privilegiate della vita umana. Ma è la cultura della merce, che per giustificare i propri traffici, ha ridotto in frammenti le fondamenta stesse della famiglia.

Dobbiamo prenderci cura della vita, il cui compito è affidato in primo luogo alla famiglia, e poi a sostegno e ad integrazione di essa, alle altre istituzioni e presenze educative della società.

A questo punto ci corre l'obbligo di ringraziarVi tutti, perché con le Vostre particolari attenzioni ci avete permesso di svolgere a pieno questo compito che ci è stato affidato, ospitando presso Casa Cinzia alcune mamme con i loro bambini. Ma ciò non basta, perché occorre sviluppare un clima diffuso di rispetto e di costante attenzione educativa. Pertanto ogni giorno, nella famiglia, nella società, nelle istituzioni, nella nostra comunità cristiana, adoperiamoci a prenderci cura di tutta la vita e della vita di tutti.

Una primula per la vita - ASSOCIAZIONE LA TENDA ONLUS

 


Verbale del Consiglio Pastorale Parrocchiale
del 6 novembre 2002

Ordine del giorno:
1. Riflessioni sul I° punto del Progetto Pastorale: il primato della Parola
2. Iniziative per l'Avvento
3. Centro Parrocchiale
4. Varie

Punto 1

Il Parroco riprende un invito del Card. Martini a "rifarsi sempre alla Parola", a dare un significato profondo alla Parola, partecipando alla catechesi. La Parrocchia offre numerose occasioni e modalità di ascolto della Parola, spesso però non colte dai fedeli.

- Si suggerisce come gesti concreti, di continuare con l'Intronizzazione e di aumentare la preparazione dei lettori, in modo da dare maggiore enfasi ai brani letti durante le Celebrazioni. Inoltre la proposta è quella di utilizzare anche l'Omelia festiva per fare un po' di catechesi: purtroppo questo è, In molti casi, l'unico momento per avvicinare molti fedeli, che non partecipano attivamente alla vita della Comunità, e quindi andrebbe inserito nella predica un maggior numero di riferimenti alla vita pratica, riprendendo la catechesi di Pio X.

- Don Paolo risponde che l'intronizzazione serve per dare risalto durante un tempo forte ma se diventa abitudine perde il suo significato di sottolineatura di un particolare momento della Celebrazione. Inoltre sottolinea come sia difficile una catechesi durante la predica, poiché si parla ad un pubblico variegato per età, con storie troppo differenti per offrire un commento fruibile allo stesso modo per tutti gli uditori.

- Viene poi suggerita una riflessione relativa alla necessità di fare emergere la Parola, al di là della capacità del lettore ,anzi meno il lettore ci mette del suo più viene evidenziato il messaggio del Testo.

- Spesso emergono poco l'aspetto missionario e l'incarnazione della Parola nella vita, e viene meno l'attenzione a chi non frequenta, attenzione che potrebbe tradursi ad esempio in una gestione del corso fidanzati o degli incontri per i genitori dei battezzandi più coinvolgente. Accade infatti che, proprio coloro che partecipano meno attivamente alla vita parrocchiale, siano quelli che chiedono più vivacemente i Sacramenti per loro e per i loro figli, quindi si ritiene necessario investire maggiormente in termini di proposte, formazione e idee per lo svolgimento di queste attività. Una proposta per sottolineare l'impegno missionario potrebbe essere ad esempio quella di proporre ai parrocchiani di portare alla successiva S. Messa feriale un'altra persona oppure alla "conquista Pasquale" cioè pregare perché una persona si accosti ai Sacramenti. Si propone ad esempio di regalare a tutti gli sposi una copia della Bibbia o un Crocifisso.

- Viene poi rimarcato il problema relativo alla frequenza alla S. Messa dei ragazzi e delle ragazze che praticano uno sport, anche nelle società sportive dei due oratori, e che spesso vedono impegnata la domenica mattina: si potrebbe definire la Messa del sabato come Messa dello sportivo per invogliare alla partecipazione.

- Don Paolo mette evidenza l'assoluta mancanza di riferimenti al Progetto pastorale in tutte le riflessioni finora esposte: si domanda quindi se questo recente Progetto sia già diventato lettera morta e non sia più punto di partenza come era stato pensato. Don Paolo pone l'accetto sull'importanza di lavorare sul Progetto, partendo da quando in esso contenuto.

- Il Progetto Pastorale aiuta a conoscere in modo approfondito la Comunità, è importante verificare però di continuo quanto conta la Parola nella vita di ciascuno di noi (un buon campanello di allarme ci è fornito dalla scarsa presenza di fedeli alla S. Messa feriale).

- Si propone di rimandare la riflessione anche al prossimo Consiglio Pastorale; il Parroco sottolinea comunque l'importanza dell'agire, del partecipare alla catechesi più che del discutere.

Punto 2

Durante il periodo di Avvento verrà sottolineata, durante le Celebrazioni festive, la centralità dell'Offertorio. Verrà inoltre predisposto un cartellone con riportata la frase di risposta al Salmo.

Don Paolo distribuisce al Consiglio un foglio che riepiloga in dettaglio le varie proposte e attività del periodo di Avvento.

Si richiede una maggiore spiegazione dei "segni" presenti in Chiesa durante i tempi forti poiché a volte non vengono compresi, e quindi apprezzati, da un numero elevato di persone.

Continueranno anche nel corso del 2003 le iniziative a favore del Benin ma a livello personale e non più comunitario.

Punto 3

Il Parroco comunica che la casa Parrocchiale si è rivelata instabile in numerosi punti per cui sono necessarie anche opere di rinforzo, che causeranno un aumento del costo dell'opera. Sulla comunità verranno comunicate le scadenze affinché tutti possano verificare lo stato dei lavori, anche mediante fotografie. Il Parroco sottolinea nuovamente che l'opera finita sarà un vero e proprio Centro Parrocchiale (di proprietà di tutti i parrocchiani) e non della "casa del parroco".

Giovanni Colombo sarà referente di una commissione che si occuperà della raccolta di fondi per la ristrutturazione del Centro Parrocchiale.

Punto 4

- Il 17 novembre 2002 Mons. Franco Agnesi terrà un incontro relativo alla Regola di Vita.

- La commissione culturale comunica gli obiettivi decisi nel corso dell'ultima riunione: creare iniziative rivolte a tutta la popolazione, relative a temi di attualità ed esigenze contingenti in difesa e alla luce dei valori cristiani e la pubblicazione di un periodico per informare le famiglie sulle tematiche e gli argomenti trattati.

- Si sottolinea la necessità di inserire temi di attualità anche negli ODG del Consiglio Parrocchiale.

- Si consiglia l'acquisto di un maggior numero di fogli per seguire la S. Messa, poiché molte persone restano sprovviste di tale strumento, utile per partecipare attivamente alle Funzioni.

- Domenica 10 novembre 2002 sarà la Giornata della Caritas.

 


Verbale del Consiglio dell'Oratorio
del 21 gennaio 2003

L'importanza dell'essere educatori ha caratterizzato l'inizio dei lavori del consiglio degli oratori.

L'educazione al domandare è compito importante per l'educatore di oggi che si trova ad avere la risposta (Dio è la risposta!) ma di fronte ha dei ragazzi che non hanno domande. Lo stimolare i ragazzi a mettersi sempre in discussione, a chiedere, a non fermarsi mai, è compito dell'educatore e dell'oratorio.

Dopo questa introduzione di don Paolo si è passati alla discussione dell'ordine del giorno.

Il mese di maggio sarà caratterizzato dagli incontri di don Giacomo Beschi con tutte le realtà che operano all'interno della comunità per arrivare ben preparati e partecipi alla ordinazione sacerdotale del 7 giugno p.v. Sono stati organizzati quattro incontri nel mese di maggio (venerdì sera) in preparazione a questo grande evento che saranno tenuti da sacerdoti "amici" di don Giacomo e che avranno come destinatari la comunità adulta e i giovani.

Tutte le classi di catechismo dell'iniziazione, i preadolescenti e gli adolescenti sono stati attivati nell'organizzazione del pomeriggio dell'8 giugno (domenica). Il gruppo 18/19nni e i giovani prepareranno uno spettacolo per il sabato sera (7 giugno).

Verifica del Tempo di Avvento e Natale. Nel periodo dell'Avvento si è ripresentato lo "sveglione" che ha coinvolto in modo più costante i bambini delle elementari, mentre la presenza dei ragazzi delle medie è stata meno significativa. Si ritiene comunque importante questa preghiera del mattino e verrà riproposta. Lo spettacolo di Natale ha portato buoni frutti anche se la fatica è stata notevole. D'altra parte coinvolgere i ragazzi per preparare lo spettacolo di Natale è stato come sempre faticoso.

Sono finiti i primi lavori al San Luigi (recinzione, facciata nord, piccola caldaia e canna fumaria della cucina). Tra breve si procederà alla continuazione del marciapiede sulla via Balossa; recinzione e marciapiede verranno ristrutturati fino all'angolo con via Grandi.

I corsi animatori di quest'anno sono divisi in due percorsi: il primo sarà per chi si avvicina per il primo anno ad affrontare questa esperienza; il secondo per i ragazzi che hanno già partecipato lo scorso anno. Il corso per questi ultimi sarà imperniato sul valore ed l'importanza del gioco.

La buona adesione a questi corsi ci fa ben sperare in un buon gruppo di animatori su cui contare per l'organizzazione dell'oratorio feriale e del campeggio, che quest'anno si farà a Rhemes. Don Paolo ribadisce l'importanza fondamentale della formazione e della ricerca della comunione per i giovani educatori. La formazione e la comunione costituiscono, dice don Paolo, punti di non ritorno.

Il mese di febbraio sarà ricco di appuntamenti: in collaborazione con il comune sono stati organizzati tre incontri sul problema "sostanze e alcool" (6,13 e 20 febbraio).

Sempre nel mese di febbraio si terranno due incontri dedicati ai collaboratori dei gruppi sportivi GS OSAL e GS OSMI sui temi "Sport e Famiglia" e "Sport e Persona" (4 e 25 febbraio).

Per l'estate: il campeggio a Rhemes. Ritorno in una valle molto amata!

Il prossimo consiglio è fissato per il 29 aprile p.v.

Tappa intermedia sarà una convocazione per il 26 marzo. Con il Consiglio Pastorale il Consiglio degli Oratori pregherà (come entità simboliche della comunità) con don Giacomo.

 


Il Gruppo "Quelli che...l'Equo" al banchetto di sabato 8 e domenica 9 febbraio, vuole proporre anche a Novate l'iniziativa nazionale "Pace da tutti i balconi". Ecco i dettagli dell'iniziativa.

Non possiamo più starcene semplicemente a guardare,
nella speranza
che la pace
arrivi
per conto suo.

Se vogliamo evitare che il nostro paese venga coinvolto in una nuova guerra, dobbiamo dimostrarlo concretamente.

Sono tanti i modi per dire NO alla guerra. Noi ve ne proponiamo uno in più: un gesto semplice che unisca tutti i cittadini, credenti e non, donne e uomini, bambini ed anziani, scuole, condomini, negozi, enti pubblici.

Dipingiamo di pace le nostre città, con i colori dell'arcobaleno, o con uno straccio bianco contenente la scritta PACE, inequivocabile.

Esponiamo la bandiera della pace dal balcone
di casa nostra, dalla finestra dell'ufficio,
dal campanile della chiesa, dal pennone
del municipio… finché non sarà scongiurata
la minaccia della guerra.

Troviamo la forza e il coraggio di superare ogni timidezza e la ritrosia ad esporci personalmente. Aiutiamo questo piccolo segno a crescere, fino a diventare un gesto talmente diffuso e condiviso da non poter più essere ignorato o censurato.

Dimostriamo al mondo che veramente il popolo italiano, così come stabilisce la Costituzione, "ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali".

Potete trovare le Bandiere della Pace
al banchetto dell'Equo e Solidale
sabato 8 e domenica 9 febbraio 2003

Hanno già aderito:
Azione Cattolica - Ass.Botteghe del Mondo - Ass.Obiettori Nonviolenti - Attac - Beati i Costruttori di Pace - CEM Mondialità -
Comunità Papa Giovanni XXIII - CTM Altromercato - Emergency - Libera - Manitese - Missione Oggi -
Medici Senza Frontiere - Movimento Nonviolento - Nigrizia - Pax Christi - Rete di Lilliput - Rete Radiè Resch - Tavola della Pace

 


La vita della nostra comunitÓ

Domenica 2 Febbraio 2003 - Festa della Presentazione del Signore

- Giornata per la Vita
- Spettacolo teatrale delle famiglie al Cinema Nuovo (ore 15.30 e ore 21.00)
ore 16.00 Incontro di musica e preghiera nell'ambito della "Settimana della famiglia" - presso la Parrocchia San Carlo

Lunedý 3 Febbraio 2003 - San Biagio

ore 8.30 Santa Messa in Chiesa Parrocchiale a seguire panettonata

Martedý 4 Febbraio 2003

ore 21.00 Convegno O.Sa.L. - O.S.M.I. sul tema "Lo sport e la famiglia" Relatore Massimo Achini (presidente del CSI)
ore 21.00
Caritas Parrocchiale al Centro Femminile

Mercoledý 5 Febbraio 2003 - Sant'Agata

ore 8.30 Santa Messa in Chiesa Parrocchiale in onore di Sant'Agata

Giovedý 6 Febbraio 2003 - San Paolo Miki e compagni

ore 21.00 Incontro del ciclo "Età veloce" sul tema "Le sostanze stupefacenti" con la dott.ssa Antonella Cardia (SERT Limbiate) in Oratorio San Luigi

Venerdý 7 Febbraio 2003 - SS. Perpetua e Felicita

ore 15.00 Catechesi per casalinghe e pensionati al Centro Femminile
ore 16.00
Adorazione Eucaristica in Chiesa Parrocchiale
ore 18.30
Confessioni ragazzi 3a media in Chiesa Parrocchiale
ore 21.00
Adorazione Eucaristica per tutti i gruppi in Chiesa Parrocchiale

Sabato 8 Febbraio 2003 - San Gerolamo Emiliani

ore 6.00 Partenza da piazza della Chiesa per il pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese
ore 18.00
Corso per Animatori al Centro Femminile (fino alle ore 20.00)

Domenica 9 Febbraio 2003 - Quinta Domenica del Tempo Ordinario

- Ritiro 3a elementare e genitori
- Consegna della Croce ai ragazzi di 3a media

      

Sacerdoti:
Don Ugo Proserpio
- Parroco - Tel. 02.35.41.417
Don Massimo Riva
- Vicario Parr. - Tel. 02.39.10.11.51
Don Paolo Rota
- Vicario Parr. - Tel. 02.35.44.602

Orari delle Sante Messe in Parrocchia
Feriali:
ore 6.50 (all'Oasi San Giacomo) - 8.30 - 10.00 (sospesa in luglio e agosto) - 18.00.
Festive:
ore 8.00 - 9.00 (all'Oasi San Giacomo) - 10.00 - 11.30 (sospesa in luglio e agosto) - 18.00

Questo numero in formato PDF

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